Atalanta, Gasperini: pensiamo anche all’Ajax. Quagliarella in grande

In Serie A

“La Sampdoria è un avversario tosto, duro, di valore, che ha iniziato male ma ora è in salute: ricordo l’ultima partita a Bergamo, l’8 luglio, un 2-0 (Toloi e Muriel nel finale, espulso Ranieri, ndr) pieno di falli e di proteste.
Ma il retropensiero all’Ajax è normale”. Gian Piero Gasperini trova la parola d’ordine della vigilia di campionato, non piacendogli annunciare il turnover, a meta’ tra l’esordio in Europa col 4-0 al Midtjylland e la seconda gara di martedì prossimo al Gewiss Stadium: “Sono competizioni entrate nel vivo, siamo quasi a novembre e per le alternative specie sulle fasce va accelerato l’inserimento dei nuovi, perché Hateboer e Gosens giocano sempre anche con Olanda e Germania – riflette il tecnico dell’Atalanta, prefigurando l’impiego di Depaoli o Mojica nell’anticipo del sabato pomeriggio -.
In Champions League, vincendo, prenderemmo già un vantaggio importante anche se non decisivo. In attacco, invece, ci sono molte più soluzioni”.
Inevitabile parlare dei big Gomez e Ilicic, ma anche di Zapata e Muriel, la coppia alla MCH Arena mercoledì sera, senza contare le addizioni dell’ultimo calciomercato: “Non siamo nelle condizioni di doverci giocare 13 partite in un finale di stagione da un mese e mezzo come in estate, ne abbiamo una intera davanti.
Prima o poi il Papu rientrerà nelle rotazioni, anche se quando sta bene può giocare senza allenarsi e dal suo punto di vista sarebbe meglio se fosse sempre in campo – spiega l’uomo in panchina -. L’impegno più oneroso è doversi riorganizzare in così poco tempo, destino comune a chi deve competere nelle coppe. Una prova di resistenza e di capacità di adattamento: i giocatori devono sapersi rigenerare. L’anno
scorso per tre mesi non c’era stato Zapata, poi a fine campionato Ilicic. Muriel aveva trovato la sua dimensione da cambio a partita in corso, stavolta siamo partiti senza Ilicic all’inizio, Miranchuk fuori un mese e Lammers, più pronto di Aleksey, anche se ha avuto problemi di stomaco in Danimarca.
Miranchuk ha fatto un bel gol col Midtjylland ma per ora può entrare a partita in corso. Malinovskyi non sta benissimo, ma è a disposizione”.
Uno scorcio da amarcord sull’avversario di turno: “Una squadra di valore che si è rafforzata senza vendere
come quasi tutte. Quagliarella è un grande. 37 anni, mi faceva già gol nel Torino contro la mia Primavera della Juventus. Un bell’esempio di professionalità e longevità. L’esperienza è importante se ancora viaggi: se hai una bella condizione fisica e mentale, allora gli anni accumulati possono incidere sulle partite. Penso che sarà una sfida molto dura e combattuta come l’ultima volta”.
Tornando sul suo reparto offensivo, l’allenatore nerazzurro ha parole un po’ per tutti, spendendole volentieri sul fuoriclasse ritrovato e su quello potenziale: “Ilicic ha recuperato, a Napoli ha fatto il titolare e in Champions no, ma ha fatto benissimo. Non è che anche prima non sbagliasse le giocate o i passaggi: anzi, prima mi faceva incazzare di più…
Per noi è un giocatore straordinario: ero scettico sui suoi tempi di recupero, mi ha piacevolmente smentito. Per me è a posto. E se lo è, non me ne privo: può giocare, se recupera la fiducia – osserva Gasperini -. Come ruolo Miranchuk è in fase di definizione: noi lo metteremo nelle condizioni migliori per esprimersi. Centravanti non è, seconda punta sì. L’abbiamo visto poco ma quel poco a Herning è stato molto buono”. Dietro e in mezzo, altre indicazioni sulla formazione, con Toloi o Romero verso il riposo e Palomino-Djimsiti più probabili dall’inizio: “Dispiace per l’infortunio di Caldara che ci ha tolto qualcosa in termini di valori e di numeri. Sutalo non è nel gruppo della Champions, ma in campionato può esserci molto utile. De Roon forse viene elogiato poco: il mio modo di farlo è schierarlo il più frequentemente possibile”.
Un altro lungodegente è in fase di rientro, dopo la rottura del crociato posteriore sinistro alla fine dello scorso campionato: “Gollini ha cominciato a fare le prime partitelle in famiglia, già la prossima settimana
potrebbe aggregarsi ai convocati”.
Infine, la pietra tombale sull’incidente di percorso al rientro dalla pausa per le Nazionali: “Perdere male capita, ma la sconfitta di Napoli su così tante partite giocate non può preoccupare più di tanto a lungo termine. Gli errori si correggono dopo averne presa coscienza, poi si deve andare avanti. Proporsi sempre con la stessa concentrazione e condizione è l’aspetto più impegnativo di chi deve giocare le competizioni europee”

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