Coronavirus e calcio: situazione in Campania dalla A alle giovanili

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Di Luigi Capasso

Coronavirus e calcio, cosa succederà? In Italia si resta in attesa. Da un lato i professionisti, dall’altro la Lega Nazionale Dilettanti del presidente Cosimo Sibilia, aspettando il Decreto che il Governo diramerà tra oggi e domani. Dovrebbe esserci il divieto di manifestazioni sportive a porte aperte per un mese. Resta, però, valida anche l’altra opzione, quello dello slittamento dei campionati e del loro rinvio.

Coronavirus e calcio: la serie A

Partiamo dall’analisi di quella che è la situazione in serie A. Le due semifinali di Coppa Italia sono state rinviate. Non si giocano Juventus-Milan e Napoli-Inter. Non si scende in campo a  Torino e Napoli, due città geograficamente agli antipodi, e tutto ciò su disposizione del Prefetto in Piemonte e del Gos in Campania. L’allarme è quindi esteso e, in questo momento, avere manifestazioni che assemblano persone è ciò che il Governo intende evitare. Tra l’altro, la decisione nasce dal concerto a cui avrebbe partecipato la figlia del poliziotto risultato positivo al tampone a Roma, con migliaia di giovani che erano al Forum.

Le serie B e C

In serie B si adegueranno alle misure. Se non si è giocato a Napoli, quindi Benevento, Salernitana e Juve Stabia dovranno accettare le disposizioni di un organo superiore, che saranno mutuate dalla Lega di serie B. Con Dazn che copre il campionato, l’ipotesi di giocare a porte chiuse potrebbe essere presa in considerazione, anche se ci sarebbe un danno economico per le società e per l’intero indotto. 

In serie C la situazione potrebbe essere identica, ma i gironi A e B già sono stati sospesi e si attendono decisioni sul raggruppamento C. In Campania, Casertana, Cavese, Avellino e Paganese attendono di conoscere il loro destino. Le quattro squadra si stanno allenando regolarmente, ma non sanno se scenderanno in campo. Se per la Cavese che giocherebbe lunedì a Castellammare di Stabia c’è tutto il tempo di prendere le opportune contromisure, diverso è il discorso per la Paganese. Gli azzurrostellati scendono in campo sabato in trasferta, a Vibo Valentia. Partirebbero venerdì alla volta della Calabria, hanno già il viaggio prenotato e sono in attesa di decisioni.

La serie D

Nei campionati nazionali, quelli di serie D, già sono stati sospesi i gironi delle regioni del Nord. Resta il problema di uniformare tutto. Il caso più eclatante è quello della Pianese, squadra di Piancastagnaio in provincia di Siena, che è tutta in quarantena, con 5 casi positivi.

Al Sud la situazione è problematica e non riguarda tanto le squadre, ma le tifoserie che le seguono. Il 22 marzo in Campania sono in programma due big match che decidono i campionati, rispettivamente a Torre del Greco e Torre Annunziata. Si giocheranno Turris-Ostia Mare e Savoia-Palermo. Entrambe le città aspettano le partite come degli eventi, gli stadi saranno pieni. Il problema, a questo punto, non è la data. E’ la possibilità che si paventa di giocare a porte chiuse. Mesi di attesa cancellati, per un evento che può essere tranquillamente rinviato. Sarebbe la morte del calcio dilettantistico e migliaia di persone resterebbero deluse. A questo punto, qualora il Dpcm imporrebbe le manifestazioni a porte chiuse, tra i dilettanti sarebbe più opportuno far slittare la fine dei campionati. La Lnd potrebbe disporre tale misura.

Coronavirus e calcio: i dilettanti regionali

Sono ore di lavoro intenso anche per il presidente del Comitato Regionale Campano Carmine Zigarelli. E’ in costante contatto con Cosimo Sibilia, ma anche la Lega Nazionale Dilettanti aspetta il Governo. Da valutare una situazione: se nel mese a porte chiuse una squadra come l’Afragolese dovesse ottenere la matematica promozione in serie C cosa accadrebbe? Pur giocando a porte chiuse i tifosi festeggerebbero la squadra, quindi potrebbe nascere un problema di sicurezza pubblica. Ciò per quanto riguarda l’Eccellenza. Per i campionati inferiori, dove c’è poco pubblico, non ci sarebbe comunque contagio tra i calciatori? Trattandosi di dilettanti, per lavoro potrebbero ritrovarsi a girare l’Italia ed entrare in contatto con eventuali persone che siano state contagiate. L’8 marzo è anche in programma la finale di Coppa Italia Femminile e il vicepresidente Giuliana Tambaro sta lavorando all’evento ma resta in bilico.

I campionati giovanili

E i più piccoli? Dovessero chiudere le scuole, impossibile garantire sicurezza per i tornei giovanili. In un contrasto o negli spogliatoi, non si possono garantire distanze di sicurezza. Poi si potrebbe far giocare ragazzi senza genitori e trasportarli in piccoli bus? Insomma, è molto complicato e l’unica soluzione sarebbe sospendere l’attività.

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