Giovanni Lombardi su Juventus – Napoli si schiera dalla parte della salute pubblica e non del business.

In Editoriale, Serie A

L’imprenditore tra i fondatori di uno dei più grandi gruppi sanitari nel settore della dialisi d’Italia ed ex azionista della Casertana e del Benevento, commenta le vicende di Juventus – Napoli.
Il rinvio della partita che sta facendo discutere il mondo del calcio, creando un conflitto con tra le leggi dello Stato e le norme della Figc.
“L’equazione è semplice – afferma Giovanni Lombardi su Juventus – Napoli – Per far disputare le partite bisogna violare i protocolli dell’Asl. Se le Aziende Sanitarie applicassero rigidamente anche per il calcio, così come tutti i comuni mortali, le norme del Ministero della Salute, qualsiasi società che avrebbe un calciatore positivo dovrebbe avere tutti gli altri elementi della squadra e dello staff venuti in contatto in quarantena per 14 giorni. Teoricamente, così facendo, salterebbero tutti i campionati”.
Per Giovanni Lombardi in questa situazione paradossale, l’Asl sta tutelando la salute al di là di ogni cosa. “L’Azienda Sanitaria ha applicato rigorosamente il protocollo. Il provvedimento è perfettamente legittimo in quanto emesso in osservanza delle normative emanate dal Governo e dal Ministero della Salute per la tutela delle persone in questa fase di pandemia. Zielinski ed Elmas, i calciatori del Napoli che risultano positivi al Covid, hanno comunicato alla asl Napoli nord i nominativi delle persone con le quali sono stati a stretto contatto. Tra questi ci sono tutti i loro compagni di squadra, l’allenatore Rino Gattuso e ovviamente i familiari”.
L’Asl non si è piegata al protocollo della Figc, ha dovuto imporre la quarantena. “Quello dell’Asl è un atto dovuto – prosegue Giovanni Lombardi su Juventus – Napoli – Perché si sarebbero dovuti utilizzare due pesi e due misure in una situazione del genere? I calciatori non sono immuni al Covid”.
Resta però la problematica del rinvio. Juventus – Napoli non disputata per l’assenza della società partenopea, inevitabilmente porterebbe alla sconfitta del Napoli. Ovviamente, un eventuale ricorso degli azzurri, che potrebbero affidarsi all’avvocato Mattia Grassani, punterebbe sulla causa di forza maggiore. Anche se tecnicamente l’Asl non ha vietato la partenza del Napoli verso Torino, imponendo la quarante ai calciatori gli ha proibito di poter lasciare il loro domicilio.la lega pro di fronte ad un caso simile (potenza-palermo con due positivi nel potenza e l’obbligo di quarantena della asl di potenza) ha disposto il rinvio.
“Il regolamento della Lega a cui si appella Andrea Agnelli è riferito, secondo me, al rispetto degli accordi di business per non perdere gli introiti dei diritti televisivi – prosegue Giovanni Lombardi su Juventus – Napoli -. Il Napoli non può essere penalizzato per un regolamento interno della Federcalcio che va in netto contrasto con le normative emanate dal Ministero della Salute. E soprattutto, il protocollo Figc va in netto contrasto anche con le Ordinanze della Regione Campania. Il Napoli è la squadra che fa parte della Regione che in questo giorni ha fatto registrare il più alto numero di contagi per il Covid. Purtroppo i numeri non si possono nascondere. La Campania ha in questo momento già gli ospedali saturi, la seconda ondata è arrivata e anche in maniera prepotente”.
Situazione della Campania e seria , in una regione dove Lombardi ha anche finanziato gli studi per la ricerca sull’eparina. “Ho letto l’intervista su Il Mattino al dottor Fiorentino, primario di pneumologia dell’ospedale Cotugno. I’illustre medico non esclude che anche per gli asintomatici possano verificarsi piccoli danni all’edotelio, il tessuto che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni. Questi danni apparentemente non semore visibili con un esame Tac, ma solo attraverso una scintigrafia perfusionale, che è un esame molto più complesso e invasivo, potrebbero lasciare il segno anche agli sportivi”.
Il ruolo trasversale di Giovanni Lombardi, fondatore di uno dei più grandi gruppi sanitari ed ex proprietario di squadre di calcio lo porta quindi ad avere un’opinione sulla vicenda con un punto di vista sia sulla tutela della salute pubblica, sia nell’interesse dello sport, fattore fondamentale della società. Eppure Lombardi in questo momento ha un concetto ben preciso.
“Per me non vale il criterio del show must go on. Lo spettacolo deve continuare quando ci sono le condizioni. Per me il calcio deve fermarsi nei casi come è capitato al Napoli, al Genoa o al Torino. Disputare Napoli-Genoa è stato un grande azzardo e le conseguenza sono visibili. E’ una considerazione che faccio perché ritengo che sia di interesse anche per la salute dei calciatori. Il Genoa è diventato un vero e proprio focolaio. Giocando contro il Napoli si è creata questa situazione. Chi ci dice che a sua volta, la squadra di Gattuso, affrontando la Juventus non generi una reazione a catena? D’altronde, il virus si alimenta attraverso l’effetto domino, punta sulla trasmissibilità a più soggetti. Ed è importante fermarlo anche per non rafforzare la sua viralità”.
L’imprenditore si sofferma sul rischio che c’è per gli atleti. “In una squadra, i calciatori sono a stretto contatto tra di loro. Non solo in campo, ma all’interno dello spogliatoio. C’è un problema di sovraffollamento in alcuni momenti, questo è innegabile”.
Un rischio che non riguarda soltanto la Serie A. In questo week end hanno ripreso l’attività anche i Dilettanti Regionali in Campania, che sicuramente non possono contare su strutture come quella di Castel Volturno dove i calciatori possono essere divisi in diversi spogliatoi. Soluzioni che, invece, sono state trovate in altre categorie.
Il Covid è subdolo, la positività non si riscontra immediatamente”.
Tra l’altro, le norme in terza serie, rispetto a quelle della A, fermano le partite già quando ci sono 4 positivi in una squadra, senza attenersi alle norme Uefa che impongono di giocare con 13 calciatori disponibili compreso il portiere. Anche questa – prosegue Lombardi nella sua disamina – è una contraddizione. La salute dei calciatori, che siano di serie A o dei Dilettanti, è la cosa principale da tutelare”.
Il calcio vive una fase drammatica. Il nuovo Dpcm prolungherà la presenza di mille persone negli stadi di serie A anche dopo il 7 ottobre. Nessun ampliamento alle percentuali, almeno secondo le indiscrezioni. Lombardi non lo vede come un problema. “Mille persone, in uno stadio, si possono gestire. Sono all’aperto. Resta il fatto che si vuole far vincere il business e in questo momento deve vincere la salute”

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