Seid Visin suicida a 20 anni. ‘Guardato con schifo, mi vergogno di essere nero’

In Editoriale

Muore suicida a 20 anni. Il suo disagio lo aveva consegnato ad una lettera.

Seid Visin aveva scritto alla psicoterapeuta e agli amici come si sentiva; il 20enne di Nocera Inferiore, aveva lasciato inspiegabilmente il calcio professionale, dopo essere stato una promessa del Milan.
E’ stato trovato morto giovedì scorso, parlava di un suo malessere personale a causa della società in cui viveva. Seid, che a soli 16 anni aveva deciso di lasciare il pallone, si è tolto la vita.

“Sono stato adottato da piccolo. Ricordo che tutti mi amavano. Ovunque fossi, ovunque andassi, tutti si rivolgevano a me con gioia, rispetto e curiosità. Adesso sembra che si sia capovolto tutto. Ovunque io vada, ovunque io sia, sento sulle mie spalle come un macigno il peso degli sguardi scettici, prevenuti, schifati e impauriti delle persone. Ero riuscito a trovare un lavoro che ho dovuto lasciare perché troppe persone, specie anziane, si rifiutavano di farsi servire da me e, come se non mi sentissi già a disagio, mi additavano anche come responsabile perché molti giovani italiani non trovassero lavoro. Dentro di me è cambiato qualcosa. Come se mi vergognassi di essere nero”.

Continua la lettera: “Non voglio elemosinare commiserazione o pena, ma solo ricordare a me stesso che il disagio e la sofferenza che sto vivendo io sono una goccia d’acqua in confronto all’oceano di sofferenza che sta vivendo chi preferisce morire anziché condurre un’esistenza nella miseria e nell’inferno. Quelle persone che rischiano la vita, e tanti l’hanno già persa, solo per annusare, per assaggiare il sapore di quella che noi chiamiamo semplicemente “Vita”.

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